L'inaugürazion

                                             L'inaugürazion 

                     Atto unico brillante di Antonella Esposito-Pescia

                                       Regia di Mariella Tonet  

Pièce rappresentata in Piazza Colombaro in occasione dell'autunno canobbiese 2010

Personaggi ed interpreti

Ul Dutur                                                              Fabio Tagliabue

La Carolina                                                         Simonetta Corti

L'Orlando                                                            Fabio Zocchetti

La Lisetta - dona da l'Orlando                               Erica Rossi-Bertoni

Ul Mosè                                                             Fiorenzo Gianinazzi

La Rita - dona dal Mosè                                      Antonella Esposito-Pescia

Ul Mario                                                             Hans Bandi

La Paola - dona dal Mario                                    Mariella Tonet-Lurati

La Nausica - maestra da ball                               Luce Gianinazzi

Narratore                                                            Piergiorgio Rossi-Bertoni

Ul nos paes l'è in ferment, finalment tra poc dì, ga sarà l'inaugürazion da la nossa cà da riposo e questo l'è stai pussibil grazie a una nossa centenaria benefattrice... g'hè tanti rob da preparà: gli invidaa, ul pranzo, l'accoglienza dai nos vegitt, i discurs... ma ul pensée che làssa mia dormì ul nos Dutur, che l'è anca ul diretur, l'è ul nom che ga sa darà ala cà... tranquill, Dutur, vedarett, tütt sa sistemarà...

Un altro bellissimo atto unico brillante di Antonella Esposito-Pescia. Come al solito, il divertimento ci è stato assicurato dalle situazioni comiche di una storia "nostrana", interpretata con la solita verve dagli attori della compagnia teatrale dialettale Cör e fantasia di Canobbio. Complimenti a tutti!


In Piazza ci sono la Carolina e ul Dutur che stanno ascoltando il vociferare che si sente provenire dalla casa con un sottofondo appena udibile dalla danza. Gli uomini si danno bellamente degli "imbranati" mentre le loro mogli cercano di farli concentrare sui passi di danza. Ul Dutur e la Carolina si stanno accordando sul nome da dare alla Casa di riposo. La centenaria Cornelia, vorrebbe onorare il suo attore preferito (Amedeo Nazzari) conferendo alla Casa di riposo il nome di uno dei suoi noti film. Ul Dutur deve scegliere tra: MALINCONICO AUTUNNO, CATENE e, dulcis in fundo,L'ULTIMO INCONTRO.

Capirete che scegliere uno di questi nomi per una casa di riposo...



Rita, Paola e Lisettae escono dalla casa e non si fanno mancare critiche reciproche sui diversi gradi di inettitudine al ballo. Rita cerca di fare opera di diplomazia, attribuendo il battibecco al nervosismo e a quegli imbranati dei loro mariti. Le donne ritrovano un po' di serenità e provano i passi della danza che dovranno presentare più tardi.


Mosè esce dalla casa zoppicando in modo disordinato.



Rita, la moglie, si insospettisce: "...una volta pendat da qui e l'altra da là...". Paola dice sinceramente il suo parere: "questa l'è una scüsa bela e bona". Rita, colpita dal tentativo di imbroglio del marito, si mette a piangere. A questo punto Mosè, intenerito e non volendo essere causa di dolore per Rita, dice la verità: "l'è par mia balà".








Arrivano Orlando e Mario. Si sostengono l'un l'altro. L'Orlando asserisce di avere "ul balurdon" e Mario di avere mal di schiena. Lemogli, Lisetta e Paola, mangiano la foglia. Anche i loro mariti fingono per non dover ballare. Lisetta, a questo punto, gioca la carta della gelosia: "e alura gal disi al Pietruccio". Da parte sua, Paola, incomincia una tiritera infinita (e con gesti molto teatrali) su quanto Mario sia egoista, che avevano ragione i suoi genitori: "l'è un furest,..." anche se abitavano a pochi chilometri di distanza...

Ecco i tre eroi! Orlando, Mario e Mosè sono stati messi al loro posto dalle rispettive mogli. Orlando ride di Mario, per la sfuriata di Paola, ma anche lui ha avuto la sua bella fregatura. Intanto Lisetta, Paola e Rita si ritirano per provare la danza.


La Carolina se ne va dopo aver ironizzato sull'abilità dei ballerini: "... i m'ha dii che baluv cumè ul Nureiev". Ul Dutur, si raccomanda a Carolina che interceda presso la centenaria per il nome della Casa di riposo e poi si trattiene a parlare con i tre novelli "Nureiev".

I tre mariti "carziati" raccontano al Dutur l'accaduto. Gli spiegano che, da quando le loro mogli sono andate in vacanza in Grecia, la loro vita ha subito uno scossone. Mangiano solo Tzaziki, feta o Baklava e di notte sognano polenta e merlüzz, spaghetti alla carbonara, patati e lüganig... . E cosa dire dei nomi dati agli animali: Penelope, Telemaco, Ulisse, Omero e dulcis in fundo...Polifemo. Pori besti! "Furtünat ti dutur... no moglie... no problem!"


La Carolina comunica al Dutur: "...questu nom al ta piasarà da sicür". Poi, tra l'ilarità generale, gli dà appuntamento per le prove di ^ballo delle sei e gli dice di avergli lasciato nel frigo. "un puu d'insalata greca".

Poru Dutur! Altro che: no moglie, no problem!  Ah, ah, ah !!!



La Carolina aiuta ul Dutur a "mettersi in tiro". Ul Dutur pronuncia il discorso di inaugurazione ma, al momento di scoprire il nome della Casa di riposo, deve andare ad aiutare la Carolina perché il lenzuolo che fa da copertura si è incastrato.

La nostra casa si chiamerà CASA DI RIPOSO IL MONDO DEI MIRACOLI.

Un nome bello e significativo. Il mondo: perché i nostri ospiti hanno un bagaglio di conoscenza che ci può far conoscere il mondo.. dei miracoli: perché la vita è un miracolo in ogni stagione.


Le donne escono per iniziare la danza. Ma gli uomini dove sono?


Eccoli! un po' controvoglia, ma arrivano!



Ora c'è anche la maestra Nausika. Pronti, partenza, via!





Che ballerini provetti!!!!

Il ballo è finito. Gli uomini sono elettrizzati, vorrebbero rifarlo. Ma... dove sono le donne?



Le "leonesse" hanno rinfoderato gli artigli. Ora sono loro che hanno tutti i dolori del mondo e chiedono l'aiuto dei mariti che, premurosi, non si fanno pregare e corrono a sorreggerle, anche se Paola ha un ultimo sussulto di orgoglio: "se vött ricumincià mi sum prunta...".



Dutur... Cuma stemm a lett... ga n'è ammò trii libar?




Complimenti a tutti quanti e grazie per la spensieratezza che ci donate durante le vostre rappresentazioni!

Nico